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4 febbraio 2015

Banda larga, Italia profondo rosso

Mentre gli Stati Uniti hanno addirittura rivisto la definizione stessa di banda larga, alzando l’asticella di sei volte a 25 Mbps in download e a 3 in upload, per l’Italia il 2015 è l’anno del treno da non perdere. A fine dicembre si è conclusa la consultazione pubblica del Piano nazionale Banda Ultralarga, con la pubblicazione del documento finale attesa nei prossimi giorni. Il prossimo passo consiste nella mappatura delle zone prive di connettività a 30 Mbps o 100 Mbps in cui gli operatori potranno candidarsi a intervenire. L’obiettivo comunitario rimane quello di portare (almeno) i 100 Megabit a metà della popolazione nel 2020, anno in cui tutti dovranno aver assaggiato i 30, mentre continua a tenere banco la vicenda del gestore di fibra ottica Metroweb.

A ricordarci l’urgenza della situazione sono, per l’ennesima volta, i dati di Ookla rielaborati graficamente The Independent
La testata britannica si chiede, senza mezzi termini, “cosa sta succedendo in Italia (e in Australia)?”.  I due Paesi più veloci sono Singapore, 104,42 Mbps, e Hong Kong, 96,38. Il picco negativo, 1,08 Mbps, viene toccato dallo stato africano del Benin, mentre l’Australia sfiora i 16,5 e la Cina viaggia a 25.

L’Italia: fanalino di coda di un Vecchio Continente che vede correre Svezia e Romania
Siamo il fanalino di coda del Vecchio Continente, alla faccia dei 176mila posti di lavoro che il digitale dovrebbe garantire entro il famoso 2020, sotto i 14 Mbps. 9,1 per essere precisi. Ci fanno compagnia Croazia, Bosnia, Montenegro, Albania e Grecia. Si distinguono positivamente la Svezia e la Romania oltre i 50 Mbps. Il Regno Unito delude con 29,45 Mbps, facendosi doppiare dai 60 della sorprendente Romania, e superare anche dalla Francia. Tra i 45 e i 50 si trovano Svizzera, Paesi Bassi e Lituania.

America del Nord: Usa e Canada al top
Dagli oltre 25 Mbps degli Usa ai meno di 10 di Cuba. dell’America del Nord evidenzia una velocità omogenea oltre i 25 Mbps in Alaska, Stati Uniti e Canada. Il Messico scende fra i 10 e i 15, mentre nella zona centrale tra Guatemala e Panama, compresa Cuba, si scivola sotto i 10.

Sud America: guida, piano, l’Uruguay
Il picco massimo è di 21, mentre quando si scende si va sotto i 6 di Venezuela e Bolivia, a distinguersi è l’Uruguay con 21,3. Il Cile si posiziona fra i 14 e 16 mentre il Brasile scende tra i 12 e i 14. Profondo rosso, meno di 6, per Venezuela, Bolivia, Paraguay ed Ecuador.

Madagascar: La perla d’Africa
Come detto la zona più lenta in assoluto si trova in Africa, nel Benin per essere precisi. Il resto del Continente è comunque lento (le zone bianche non fornivano abbastanza dati), con il Madagascar che primeggia in virtù di 12,9 Mbps. Anche la Namibia fa meglio degli altri con 9,4, mentre in Algeria, Egitto e Sudan - poco più di 2.

C’è ancora strada da fare.




Martina Pennisi @ Corriere.it

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