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2 ottobre 2015

Cloud in tutte le salse, ecco come sarà il futuro

Le tecnologie cloud sono ormai un fenomeno di massa. Di cui ci parlano, quasi ogni giorno, innumerevoli studi di settore, analisi e previsioni delle società di ricerca, da Idc a Gartner, passando per Forrester, Ovum e molti altri. In questo mare di numeri è a volte difficile orientarsi: per questo l’Economist Intelligence Unit ha provato a fare il punto della situazione in un report sponsorizzato da Ibm, in cui si confrontano studi e metodologie d’indagine diverse per ottenere una fotografia realistica dello scenario attuale e futuro. Sullo sfondo, una considerazione: “I benefici del cloud superano i suoi svantaggi”, recita l’introduzione dello studio. “Le aziende non si chiedono più se la nuvola sia un tormentone o una moda passeggera. Adesso si preoccupano di più della possibilità di compiere errori costosi rimanendo avvinghiate alle vecchie tecnologie”.
Pur con differenze metodologiche, i report dei diversi osservatori concordano sulla ulteriore scalata che il cloud – nelle sue diverse forme – realizzerà nei prossimi anni. La spesa per l’Infrastructure-as-a-Service, per esempio, dai 23 miliardi di dollari di quest’anno salirà a 34 miliardi di dollari nel 2018, con un tasso di crescita annuo del 10% circa, mentre il mercato del Software-as-a-Service passerà da 49 a 67 miliardi di dollari nel medesimo lasso di tempo (la previsione è di Tbr, Technology Business Research). Altri calcoli, come quello di Gartner, sono lievemente più riduttivi per lo IaaS e indicano un giro d’affari globale di 16,5 miliardi per il 2015.
Per quanto riguarda invece il Platform-as-a-Service, nel lungo periodo il giro d’affari esploderà, passando dagli 1,7 miliardi di dollari dello scorso anno ai 68,3 miliardi ipotizzati da Wikibon per il 2026. Attualmente il segmento è dominato da Salesforce.com (24% di market share), Amazon (17%) e Microsoft (10%).

I motori della crescita
Uno dei fattori trainanti dell’ascesa della nuvola nei prossimi anni sarà, ancora, la conquista di nuovi adepti fra aziende ancora legate a infrastrutture legacy, dati e applicazioni custoditi in casa. Ma conteranno soprattutto la diversificazione e l’ampliamento dei servizi da parte delle aziende già oggi già “mature” dal punto di vista dell’adozione del cloud. Secondo l’Economist, in particolare, molte organizzazioni tecnologicamente avanzate stanno sfruttando il cloud per espandere i canali di vendita e di promozione dei loro prodotti e servizi.
Al contrario, le realtà più “acerbe” mirano ancora soprattutto al taglio dei costi e delle inefficienze, più che alla generazione di nuovo reddito. Detto diversamente, questo significa che le aziende più in confidenza con il cloud computing vi si affidano per incrementare la domanda e le vendite, mentre le altre sono ancora focalizzate sul miglioramento dei processi di business e sulla riduzione delle spese.
La curva evolutiva del cloud può essere tracciata anche con un altro punto di vista, cioè la crescita del traffico delle applicazioni Web-based. Queste già lo scorso anno veicolavano l’81% del traffico mobile generato su scala globale, mentre nel 2019 arriveranno alla soglia del 90% (la stima è del Cisco Visual Networking Index: Global Mobile Data Traffic Forecast Update, 2014–2019). Si tratta di soli nove punti percentuali ma da calcolare su una base di traffico mobile in fortissima espansione, con un 60% di tasso di crescita annua da qui alla fine del decennio.

La moltiplicazione delle app
Secondo la società di consulenza Bcsg, oggi il 64% delle piccole e medie imprese già utilizza applicazioni basate su cloud, in media tre a testa. Nei prossimi due o tre anni, il numero medio passerà a sette e la percentuale di Pmi aliena al loro utilizzo si ridurrà al 12%. Fra le tipologie di applicazione cloud in ascesa spiccano quelle di analytics: secondo MarketsandMarkets, il giro d’affari di questo genere di prodotto passerà dai 7,5 miliardi di dollari del 2015 ai 23,1 miliardi di dollari del 2020.
A parte di servizi di cloud storage diffusi endemicamente, le tipologie di applicazioni business più popolari rimangono quelle di Crm, quelle di gestione finanziaria/contabile e quelle mirate ad aumentare la capacità di calcolo per sostenere specifici software aziendali. Secondo l’Eurostat, nel Vecchio Continente il 46% delle organizzazioni attualmente sfrutta servizi che rientrano in queste categorie.

Valentina Bernocco @ IctBusiness

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