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15 maggio 2015

Con la fine di Windows Server 2003, migliaia di aziende a rischio hacker

Microsoft smetterà di supportare Windows Server 2003! Questo significa che non saranno più disponibili aggiornamenti e patch, compresi quelli relativi alla sicurezza, con conseguente perdita di conformità per i data center su cui verrà eseguito questo sistema operativo, ancora attivo su oltre 2,7 milioni di server in tutta Europa. È molto probabile che sin da subito inizieranno i tentativi cyber criminali di sfruttare falle del sistema che non saranno più coperte e le aziende, per evitare qualsiasi genere di rischio, dovrebbero cercare di tutelarsi al più presto. Un’opzione consigliata è ovviamente quella di migrare a una versione più recente di Windows Server, ma le aziende che non dovessero riuscire a farsi trovare pronte per la data del 14 luglio possono fare affidamento su Trend Micro.
Micro, infatti, continuerà a garantire il supporto e la protezione per Windows Server 2003 oltre il 14 luglio, attraverso la sua soluzione Deep Security, piattaforma integrata di nuova generazione per la protezione completa dei data center dinamici che comprendono server fisici, virtuali e in-the-cloud, nonché desktop virtuali. Progettata per difendere il data center dalle violazioni dei dati e dalle interruzioni delle attività, Trend Micro Deep Security aiuta a semplificare la gestione della sicurezza, accelerare il ritorno degli investimenti IT e assicurare la conformità alle normative.
“Abbiamo già supportato i nostri clienti in seguito alla fine dell’assistenza a Windows Server 2000 e Windows XP e grazie a Deep Security le aziende possono pianificare con maggiore calma il passaggio a Windows Server 2012, Azure o altre piattaforme, proteggendo allo stesso tempo i sistemi critici” ha spiegato Gastone Nencini, Country Manager Trend Micro Italia. “Assicurarsi una protezione sempre aggiornata è un’attività prioritaria per i responsabili IT. Vulnerabilità come Shellshock e Heartbleed hanno la capacità di minare severamente gli sforzi compiuti per la sicurezza e di mettere a rischio i dati sensibili”.


Francesco Marino @ Digitalic

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