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19 giugno 2015

Ecco perché internet sta diventando più lento

Infrastrutture di rete più performanti, computer e notebook più potenti e dispositivi mobili che possono sostituire postazioni fisse non bastano; oggi internet è più lento di tre anni fa, quasi un paradosso se si pensa alle innovazioni fatte nel campo della tecnologia negli ultimi 36 mesi. L’Http Archive, una fondazione che contribuisce a raccogliere le memorie del web e ad analizzare i suoi cambiamenti, studia periodicamente la velocità di apertura delle pagine e ha confermato che ai giorni nostri serve più o meno il doppio del tempo per accedere ad un sito; la colpa è soprattutto del peso di ogni portale che si attesta su una media di 2,1 megabyte, due volte quella del 2012.
Le cause per un aumento del genere, che sembra minimo ma in realtà ha un impatto evidente sul panorama globale, sono diverse. Come spiega l’archivio che annovera tra gli sponsor anche Google e Mozilla, i siti attuali danno molta importanza a foto e video che, anche se non ospitati direttamente sui server proprietari, vanno comunque ad intasare il codice di sviluppo che vi è alla base; ciò contribuisce non solo ad appesantire la struttura ma anche ad occupare più banda internet in fase di caricamento.
Inoltre i website moderni sono pieni di strumenti che tracciano le attività degli utenti e che permettono, ad esempio, di creare i famosi cookie che servono a visualizzare annunci pubblicitari specifici per ogni visitatore. Questi servizi non solo incrementano il peso di una pagina ma comportano anche un aumento del tempo necessario all’apertura perché richiedono una mole di informazioni maggiore rispetto al passato.
Ma non è tutto: il successo di smartphone, tablet e gadget indossabili ha richiesto agli sviluppatori di pensare in modo diverso ogni sito. Secondo l’Http Archive ci sono portali che conservano 50 versioni differenti di una stessa immagine che viene visualizzata in vari formati a seconda del dispositivo da cui si accede. Il vantaggio di essere sempre connessi si sta dunque trasformando in una complessità maggiore per chi crea contenuti digitali con la conseguenza di avere un internet decisamente più ricco ma anche con un passo da tartaruga.


Antonio Caffo @ LaStampa

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