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10 aprile 2015

Meno voce e hardware, più contenuti e servizi: la rivoluzione digitale continua

Il 2015 è l'anno degli ibridi. Dei tablet due in uno, nati e venduti insieme alla tastiera. E dei phablet, mega-smartphone oltre 5,6 pollici, trascinati dall'iPhone 6 Plus. Ma è anche l'anno in cui la tendenza s'inverte e il mondo informatico riparte, spinto in Italia dai servizi innovativi per le aziende: cloud e big data, servizi in mobilità e legati ai social network. Sono questi il profilo e il bilancio tecnologico dell'anno in corso: a tracciarli - nelle sue "ICT Predictions 2015 per l’Italia" - è IDC, primo gruppo mondiale per analisi e consulenza sui trend digitali.

Sempre meno confini
La trasformazione è ormai più che avviata, e vede tutti impegnati a rottamare vecchi apparecchi e abitudini per sposare soluzioni più moderne, veloci, efficaci. Succede nel campo delle telecomunicazioni, tra telefonini e piani di abbonamento, dove sono i normali consumatori a guidare il cambiamento. Ma succede con forza anche nel mondo dell'IT, cioè di macchine e soluzioni a livello informatico. Dove tocca invece alle aziende avere un ruolo preponderante. Ma i confini stanno cadendo e i due mondi sono ormai saldati insieme, uniti in un punto solo: lo smartphone. I nuovi cellulari sono ormai il punto d'accesso al centro di tutto, consumi individuali e processi aziendali, informatica e telecomunicazioni. E tutta l'innovazione ruota, di fatto, intorno a loro.

Telefonia: crolla la voce, la sfida è su app e contenuti
Nel grafico qui sopra lo si vede chiaramente: il 2015 è un anno di lieve calo del mercato digitale e insieme il preludio a una nuova crescita. Ma il dato complessivo può essere fuorviante. Meglio concentrarsi sui singoli pezzi che lo compongono. E allora si nota prima di tutto il crollo di tutto ciò che è voce. Tra fisso e mobile, solo nel 2012 le chiamate generavano in Italia un giro d'affari di 18,5 miliardi di euro. Oggi siamo scesi a meno di 12,5. Merito anche delle offerte tutto compreso, proposte dai vari operatori. "La competizione si è spostata su un altro piano, quello di servizi e contenuti", spiega Daniela Rao, direttrice della ricerca di IDC sulle telecomunicazioni. "Anche la connettività a internet non è più un argomento che fa la differenza, e su quello gli operatori hanno offerte abbastanza simili. Ora la sfida è e sarà sui servizi integrati, sulle app e sui contenuti, soprattutto video. Ecco perché vedremo nascere sempre più collaborazioni tra operatori telefonici e aziende che creano contenuti".

Più servizi innovativi
In campo informatico, la situazione è molto simile. Da una parte c'è il calo dell'hardware e delle infrastrutture fisiche, lento ma costante. Dall'altra c'è l'universo dei servizi che si espande, tanto che nel 2016 si prevede arrivi a un giro d'affari di oltre 10 miliardi di euro. Del resto è qui, sul binario dei servizi innovativi, che corre la trasformazione digitale delle aziende italiane. "Ci sono segmenti di questo mercato che stanno raddoppiando il loro valore nel giro di quattro anni, su ritmi simili solo agli anni ‘80 e alla nascita dell'informatica", spiega Sergio Patano di IDC. "I pilastri sono quattro: cloud, big data, social business e mobility. E sono mondi che s'interrsecano tra loro. Grazie alla digitalizzazione dei loro processi, le aziende hanno sempre più dati da analizzare. Si trovano davanti alla necessità di metterli su server esterni, quindi sulla nuvola. Vogliono adoperarli per capire meglio i propri clienti, e interagire con loro attraverso i social network. Cercano soluzioni per rendere tutti questi processi sicuri, accessibili, gestibili con il cellulare".



Stefano Rizzato @ LaStampa

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