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11 marzo 2015

UE per ora niente roaming a costo zero. Net neutrality con dei margini

Almeno per ora niente roaming a costo zero, che dovrà aspettare se va bene sino al 2018, ma bisognerà accontentarsi da metà 2016 di un numero molto limitato di sms, chiamate e dati alla tariffa nazionale più un ulteriore taglio dei costi extra. Quanto alla Net neutrality, viene garantita ma agli operatori, a condizione che diano comunque l'accesso a internet, viene lasciato un margine per accordi sui servizi speciali come auto connesse o salute. E' su questi punti chiave che dopo un anno di scontri i 28 hanno trovato un compromesso, su cui l'Italia ha "espresso una posizione molto critica" ritenendolo "poco ambizioso", e hanno dato mandato alla presidenza lettone dell'Ue di avviare i negoziati con l'Europarlamento. Questo è già sul piede di guerra e con una posizione molto distante. E se gli operatori così guadagnano tempo, anche per loro restano diversi punti critici, primo fra tutti l'assenza di nuove regole per lo spettro, senza di cui il mercato unico digitale resta lontano.
La proposta della presidenza lettone, che ha fatto del digitale la sua priorità, è riuscita a vincere le resistenze contro cui si era scontrata la presidenza italiana. A cambiare le carte in tavola l'opinione dei regolatori Ue del Berec arrivata a metà dicembre, che media tra le preoccupazioni delle autorità tlc dei 28, e a cui Riga ha fatto riferimento. Oltre a un sostegno più solido della Commissione Ue, non più depotenziata dal cambio della guardia e che con il nuovo commissario Gunther Oettinger a gennaio ha dato una scossa ai ministri convocando una cena ad hoc per smuovere le acque. Ma soprattutto un testo "meno ambizioso" di quello presentato a suo tempo dalla presidenza italiana, che però ha rassicurato i paesi medio-piccoli che avevano il timore di un effetto boomerang sui mercati nazionali.
La soluzione trovata al rompicapo economico e politico del roaming è però ancora tutta da vedere: nel testo attuale non è stata ufficialmente fissata la quantità minima garantita di sms, chiamate e dati a tariffa nazionale, perché dovrà essere negoziata con l'Europarlamento. La proposta dei 28 però punterebbe ad appena 5 sms, 5 minuti di chiamate effettuate e 5 ricevute, e 5 Mb di dati giornalieri non cumulabili per un massimo di 7 giorni l'anno. Gli eurodeputati, che si sono giocati la campagna elettorale adottando una proposta per lo 'zero roaming' a Natale 2015, hanno quindi già annunciato battaglia, dalla relatrice Pilar Del Castillo alla relatrice ombra Patrizia Toia che ha giudicato "inaccettabile" il rinvio, mentre per il leader dei liberaldemocratici Guy Verhofstadt "gli stati membri dovrebbero morire dalla vergogna" perché così "gli unici vincitori sono gli operatori telecom nazionali".
L'Aula di Strasburgo è su posizioni diverse anche per la net neutrality, non consentendo la possibilità di accordi separati per i servizi altri dall'accesso a internet. Un approccio ritenuto controproducente dall'industria, per cui il testo lettone rappresenta una "posizione più equilibrata", anche sul fronte del roaming, ma "dal punto di vista dell'innovazione e degli investimenti resta una serie di aspetti critici". Con una moltitudine di interessi contrastanti in campo, l'esito della partita tlc resta aperta più che mai.

Prossima puntata, il primo negoziato tra Parlamento, Consiglio e Commissione Ue, verso metà mese.



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