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30 marzo 2015

Windows Server 2003 verso la fine

La nuvola è di fatto LA tecnologia all'avanguardia creata dall'uomo che in questo momento non è in fondo alla portata di tutti - in Italia - bensì solo alle menti particolarmente illuminate. Proprio così, il vero motivo per cui in Italia ancora non è largamente adottata dalle aziende si nasconde dietro ad un aspetto culturale.
Trovo tutto questo comprensibile, mi basta pensare al fatto che il Cloud non è sufficientemente conosciuto tecnicamente da tutti coloro che lo propongono.
Il risultato è che si arriva a conoscere di questa tecnologia lo stravolgente cambiamento (soprattutto inteso come vantaggio economico) che la distingue.
Una cosa è certa, i numeri parlano chiaro e più il tempo passa più questa tecnologia si farà sentire: presto accadrà quindi quello che di fatto sta accadendo in tanti altri paesi fuori dall'Italia.
Tutto in totale sicurezza ma soprattutto sotto il proprio controllo. Come? Dando al Cloud la giusta opportunità.
Si sa bene che la fine del supporto di Windows Server 2003 è imminente, si parla del 14 luglio 2015 e facendo una statistica, tanti hanno ancora uno o più di queste installazioni, e se non si provvede ad aggiornarle ad una versione più recente, si rischia di portare l’azienda ad una crescente vulnerabilità esponendola sempre di più a minacce poco piacevoli per la sicurezza dei dati e dei servizi.

Cosa c'entra la fine del supporto di Windows Server 2003 con il Cloud?
C'entra perché con la fine del supporto di questo sistema operativo si arriverà presto a sentirsi messo con le spalle al muro: dover acquistare un nuovo hardware, le licenze di cui si ha bisogno e dover migrare tutti i servizi e gli applicativi che attualmente risiedono nei Windows Server 2003 verso un nuovo sistema operativo.
Tutto questo perché, come ben saprete, passare da Windows Server 2003 ad un sistema più aggiornato nasconde delle insidie di rilievo. Ne elenco alcune:
- il server che ospita attualmente la versione 2003 è in grado di reggere il carico del nuovo sistema operativo?
- anche se la vostra installazione del 2003 risiede su un server virtuale, il problema si presenterà. Il passaggio dal vecchio sistema a 32 bit al nuovo a 64 bit implica necessariamente una nuova installazione. Si dovrà quindi affrontare una configurazione da zero del sistema migrando successivamente i servizi che si avevano
- e se si scopre che alcuni servizi che funzionavano con Windows Server 2003 non sono più compatibili con i nuovi sistemi?
Per l'esperienza e confidenza che ho maturato sul Cloud (in Italia siamo il primo Cloud System Integrator) posso dare una via di uscita per non essere messi "spalle al muro" dalla fine del supporto di Windows Server 2003 e allo stesso tempo permettere di evitare ancora una volta di fare un investimento sull'hardware.
Vi sto invitando a dare una opportunità al Cloud, cogliendo questa occasione per iniziare ad usarlo (anche se in minima parte) così da prenderci confidenza, maturando le tue preziose considerazioni prima che questa tecnologia rischi di entrare nella vostra azienda passando direttamente dalla finestra!
Tenete presente che, grazie al Cloud, si può iniziare da subito a migrare la copia dei servizi che saranno così ospitati in un sistema operativo aggiornato (evitando disservizi) e ad un costo irrisorio visto che di fatto, sul Cloud, si proporzionalmente per le risorse di cui si ha bisogno.
Se da questa opportunità trarrete esito positivo, potrete gradualmente estendere la nuvola ad altri servizi. In caso contrario potrete con facilità fare un passo indietro e continuare con il metodo tradizionale con cui fino a prima di leggere questo articolo, avrete trattato questo tipo di situazioni.
Riassumendo:
1. Non fatevi mettere con le spalle al muro dalla fine del supporto di Windows Server 2003
2. Non aspettate a prendere in considerazione il Cloud quando sarà direttamente la vostra azienda ad obbligarvi di prenderlo in valutazione per adottarlo. Fatevi trovare preparati.

Fin da subito potrete iniziare a pensare cosa e come poter spostare sulla nuvola.




Paola Presutto @ blogTechNet

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